Una barriera, una trappola...
Entriamo entrambi, ma quando esco, il mio collega è già fuori. E' dentro la cabina di un ascensore. Una di quelle moderne, illuminatissime, con un grande specchio sullo sfondo, e pareti di metallo satinato. Sulle pareti sono attaccati piccoli adesivi, delle vignette di BC.
Mi chiama, entro anche io nella cabina, e mi metto a leggere le vignette. E' in quel momento che l'ascensore viene chiamato, e ci ritroviamo proiettati fino all'ultimo piano dell'hotel.
Le porte si aprono davanti a un signore anziano e a una ragazza dell'est. A fianco a loro due uomini elegantissimi, grossi come armadi, con occhiali da sole. I soliti body guard.
- Che ci fate qui?
Non facciamo neppure in tempo a parlare che uno dei due uomini si allunga dentro la cabina e preme il tasto per riportarci al pian terreno.
Le porte si chiudono, e poco dopo eccoci di nuovo nella hall dell'albergo. Torniamo alla sala, ma è vuota. Sono tutti in un'altra sala dove stanno servendo un buffet. Sembra strano, il tempo è trascorso velocemente, e dalla pausa caffè si è passati al pranzo. In pratica ci siamo persi un pezzo del convegno, ma poco male.
Ci avviciniamo ai tavoli dove è allestito il buffet, e cominciamo a servirci. La folla ci separa, ma poco male, abbiamo i posti riservati in un tavolo circolare, assieme ad altri invitati al convegno.
Mi sto guardando intorno quando le luci si abbassano, poi avviene un'esplosione di luce, e di seguito appare una sorta di muro di 'gelatina' tra noi e le porte a vetro che portano all'esterno. Siamo tutti quanti straniti. Nessuno è spaventato. Ma quel muro di gelatina si muove lentamente verso di noi. Qualcuno lo tocca, spinge, prova a passarci in mezzo, ma non ci riesce.
Altri salgono le scale di marmo che portano al piano superiore della sala, ma anche lì è presente il muro di gelatina.
Incomincia a fare caldo. Il muro diventa luminescente. Chi tenta di nuovo ad attraversare quella parete, questa volta, grida, e vaporizza.
Scoppia il panico. Ci raduniamo contro la parete opposta. Non ci sono vie di scampo. Il muro comincia a piegarsi attorno a noi, riduce lo spazio in cui possiamo muoverci, e ci condanna a un terrore cieco.
Fuori da quel muro, paradossalmente, la vita scorre normale. Vediamo persone entrare e uscire dall'albergo, la hall carica di lavoro, gli inservienti che trasportano i bagagli degli ospiti, nessuno si accorge di nulla.
Tra noi c'è chi grida, chi piange, e chi lancia sedie e suppellettili contro la parete, tentando invano di sfondarla. Ogni tentativo è vano, e qualcuno decide di buttarcisi dentro per finire rapidamente l'agonia.
Altre urla, altri corpi che svaniscono sotto forma di vapore.
Poi suona la sveglia.
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