Pronti ad affrontare l'ignoto?
Stiamo preparando le attrezzature. Zaini tattici, caricatori, kit medico, cibo, acqua... E' un movimento concitato che si avvicina al caos.
Sansone mi guarda preoccupato. Gli faccio una carezza sulla testa. Non capisce, ha la coda tra le gambe, e non si stacca mai dalla mia caviglia.
Io sono altrettanto preoccupato. Il tracollo è avvenuto tutto in una volta. Non c'è stato preavviso. Non siamo neppure coordinati da un ordine costituito. Siamo piccoli gruppi, sopravvissuti alla prima ondata, che dopo un attimo di smarrimento abbiamo trovato modo di rimetterci in piedi.
Ma non siamo combattenti. Il mio sguardo vede volti distorti da fatica e paura. Ci sono donne, anziani, e qualche bambino. Il nostro scopo non è combattere, bensì sopravvivere. Quando usciremo dalla protezione effimera della hall dell'albergo, non andremo a cercare lo scontro, ci muoveremo negli anfratti, diretti verso le campagne, verso posti non devastati, in cerca di un rifugio.
Ma sarà arduo. Loro vedono tutto, hanno occhi ovunque, e tutto ciò che è tecnologico ha smesso di funzionare sin dal momento del primo attacco.
Sono arrivati dal cielo, da terra, dal mare, da ovunque. Non sono di questo mondo. Sembrano gocce d'acqua, che si uniscono tra loro per assumere forme impossibili. Sono intelligenti, e si adattano, e hanno tecnologie che neppure riusciamo a comprendere.
Ci parlano nella testa. Ci fanno vedere cose che non esistono. Ci confondono. Siamo fatti d'acqua, in parte, e in tanti credono che sia per questo che sanno manipolarci.
Le nostre armi non servono a quasi nulla. Se gli spari, loro si scompongono. Poi lentamente riacquisiscono una forma differente, e riprendono la loro caccia. Però si guadagna tempo, e paradossalmente, loro usano le nostre armi per darci la caccia. Non hanno armi loro... Sono arrivati con la pioggia, e si sono presi tutto ciò di cui avevano bisogno. Poi hanno iniziato la caccia.
Ma è tempo di muoversi. Non si può stare fermi troppo a lungo. Dobbiamo uscire. Altrimenti ce li troveremo addosso.
Raccolgo lo zaino, guardo Sansone, lui mi guarda. Annuisco. Bisogna tornare fuori.
Ci mettiamo davanti agli accessi. Qualcuno è già fuori di vedetta. Qualcuno si attarderà alle nostre spalle per fare un po' di copertura.
E' il momento... Ma suona la sveglia!



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