Monte tre Croci
Con l'avvento di settembre, e temperature più adatte alle escursioni, eccoci subito pronti ad indossare gli scarponi da trekking. La nostra meta è Monte Tre Croci, una cima a cui arrivano tre differenti percorsi (da qui il nome, visto che è una sorta di crocevia tra territori confinanti). Partenza dal piccolo borgo di Denzano, quota 410 metri sul livello del mare, proprio sopra a Marano sul Panaro.
Il borgo è davvero piccolino, lo si circumnaviga in pochi minuti, ma ha fascino da vendere, soprattutto quando lo si osserva da lontano, su quella piccola cima, brulla, e contornata da calanchi.
Il borgo è una strana amalgama di costruzioni antiche e recenti, accoglie un b&b, una piccola locanda, una chiesetta.
E visto che lo si può attraversare a piedi in pochi minuti, è necessario guardare ai dettagli per scoprirne il fascino.
Ma ovviamente il motivo per cui siamo giunti fino a questo borgo è il percorso a piedi, per cui, dopo aver scattato qualche foto, eccoci di nuovo all'ingresso del paese, proprio a fianco del piccolo cimitero, pronti ad affrontare uno dei sentieri che passano proprio da quel posticino interessante.
Si scende, per poi risalire, seguendo campi arati da poco. Una leggera boscaglia ci protegge dal sole. Costeggiamo i campi coltivati, e senza accorgercene, il borgo è già lontano.
Il nostro percorso sarà tutto in cresta. Il paesaggio è mozzafiato. Sopra di noi c'è solo il cielo. Soffia una leggera brezza, e il sole scalda ancora parecchio.
Il territorio è ondulato, dolce, inframmezzato da calanchi che trasudano fascino grazie alle loro forme sempre diverse.
Non siamo molto in alto, ma la giornata ci regala un cielo terso, e una linea dell'orizzonte lontanissima. Per quanto il percorso non sia molto lungo, impieghiamo molto tempo per arrivare a destinazione, perché fermarsi ad osservare il panorama è d'obbligo.
Poi eccole, una piccola salita e si vedono le croci, che però sono solo due! La terza deve aver avuto un triste destino, ma anche le altre due croci sono un po' una delusione, giusto due assi inchiodate alla bell'e meglio. Però... Che posto incredibile!
Ci rifugiamo sotto ai pochi alberi presenti, per rifrancarci dopo la camminata sotto il sole. Siamo solo a metà percorso, visto che non torneremo dal sentiero dell'andata, ma faremo un anello, seguendo per qualche tempo il percorso CAI 412.
Un ultimo sguardo, qualche foto del panorama, e poi eccoci di nuovo in cammino.
Qui incontriamo qualche balla di fieno. Sansone è un po' stanco. Ci fermiamo spesso, gli diamo acqua, lo lasciamo prendere fiato, non abbiamo certo fretta di rientrare.
Giriamo attorno a Denzano. Da ovunque lo si guardi, è davvero affascinante.
Ma come tutte le belle cose, prima o poi, bisogna entrare nell'ordine di idee che possano finire. Così arriviamo nuovamente al piccolo cimitero.
Carichiamo Sansone in auto, così che possa riposare. Noi ci diamo una rinfrescata alla fontana, ci cambiamo le scarpe, e infine, saliamo in auto per tornare a casa.


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