In fuga da...
Alzo lo sguardo verso il gruppo. Due ragazze, un bambino, un anziano, e altri due come me, armati di fucile, che controllano le vie d'accesso.
Non sappiamo dove siano gli altri tre gruppi. Non sappiamo quali siano le loro intenzioni. Di principio dovrebbe essere uno scontro alla pari. Quattro piccole unità l'una contro l'altra. Ma qualcosa mi dice che si siano messe d'accordo, o che il destino ci ha messo in una situazione di svantaggio.
Torno a fissare il gruppo dal mirino del mio fucile. E' giunto il momento di agire. Prendo la mira. Sparo. Vedo cadere a terra il primo uomo armato. Gli altri del gruppo si voltano in giro alla ricerca dell'origine dello sparo. So che ho pochi colpi a disposizione prima di essere individuato. Prendo la mira. Sparo. Il secondo uomo armato crolla a terra. Tutti i gruppi possiedono tre fucili, e lo stesso numero di proiettili. Ora sono tutti riparati dietro al loro mezzo. Prendo la mira, sparo alle due gomme che riesco a vedere, e a quella di scorta, montata esternamente sul portellone del loro suv.
A questo punto sono vulnerabili, e uno dei loro alleati potrebbe cogliere l'occasione per finire il lavoro. Ma rimane ancora una cosa da fare. Vedo la canna del fucile che si muove agitata alle spalle del cofano motore. L'uomo armato deve essere impegnato a calmare il suo gruppo. Tutti i gruppi hanno donne e bambini, e un anziano. E' l'anziano a tenere le redini del gruppo, ora, ed è l'uomo col fucile che vorrei eliminare. Senza uomini, quel gruppo diventerebbe innocuo. Ecco che si scopre. Si è alzato per consolare un bambino. Nessuna pietà. Miro e sparo. Ora quel gruppo non è più un pericolo.
Salto in auto. Abbandoniamo la collinetta e ci avviamo verso il centro storico. Abbiamo bisogno di viveri.
Bastano pochi minuti su una strada asfaltata per avere in coda i nostri avversari. Sparano, ma i loro colpi sono imprecisi, e la strada è vuota, per cui possiamo tentare manovre evasive.
Entriamo in un tunnel. Abbiamo sufficiente distanza dagli altri mezzi per potersi fermare. Scendo. L'auto riparte. Mi nascondo e preparo il fucile.
Arriva la prima auto. Prendo la mira. L'autista pare non preoccuparsi di essere un bersaglio facile. Faccio fuoco. L'uomo si accascia. L'auto sbanda, le grida quasi coprono lo stridio delle gomme sull'asfalto. L'auto colpisce la parete di cemento, si intraversa, ruzzola un paio di volte, e finisce per accartocciarsi contro le colonne che separano le due corsie di marcia.
Non ho molto tempo. Devo spostarmi in modo che l'auto successiva arrivi e veda l'incidente. Taglio la corsia, mi infilo in un pertugio, punto il fucile nel vuoto. Non appena vedo apparire i fari del veicolo miro alle ruote anteriori. Ho poco tempo. Vado più ad intuito che a colpo certo. Sparo. Il pneumatico di sinistra esplode. L'auto impenna, sbanda, la donna alla guida perde il controllo, il resto è opera di inerzia e leggi fisiche.
Non attendo di poter vedere il risultato delle mie azioni. Seguo un corridoio di servizio, arrivo a una porta di metallo, entro, le scale portano in superficie. Chiudo la botola e inspiro un po' d'aria fresca. E' forse il primo momento di relax dopo tanto tempo. Ma non posso indugiare.
Mi avvio al trotto verso il centro abitato. Ho un appuntamento col mio gruppo. Volendo potrei anche abbandonarli al loro destino, ma il senso del dovere me lo impedisce. Ed ecco l'auto che mi aspetta, gli stop accesi, il motore acceso, lo sportello del passeggero è aperto...
Qualcosa non va, però. C'è una figura riversa mezza fuori dall'auto. Mi accuccio a terra. Non c'è riparo attorno a me. Forse sono ancora fuori tiro, per cui arretro, cerco di aggirare il veicolo. Vedo che gli altri occupanti sono tutti morti. Non riesco a capire come possa essere successo. Il mezzo è in perfetto stato.
Mi faccio coraggio. Mi avvicino all'auto gattonando. Mi guardo attorno, il campo è libero, non c'è neppure un punto adatto per un cecchino.
Cosa può essere successo?
Mi alzo. Tolgo i corpi dalla vettura. Attorno a me non si sente nulla. Anche il vento ha smesso di soffiare. Sembra tutto così surreale. Sono spariti i pochi viveri che avevamo. Sono spariti gli altri fucili. Il resto delle attrezzature è rimasto dove era stato assicurato. E la vettura ha il pieno.
Decido di salire a bordo. Chiudo lo sportello. Metto la prima, faccio inversione e mi allontano da quel luogo... Suona la sveglia.



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