Hubble

 Finalmente Hubble è completo. Si tratta del primo modellino realizzato completamente con la nuova stampante 3D, e lo si vede dai dettagli, e colorato con un nuovo set di colori con cui devo ancora prendere confidenza.

Ho voluto realizzare Hubble perché la sua storia è affascinante, e per quanto ormai sia in pensione, ancora oggi offre immagini incredibili dello spazio profondo.

Il telescopio spaziale Hubble è praticamente uno dei progetti scientifici più importanti della storia dell’astronomia moderna. Porta il nome di Edwin Hubble, l’astronomo che contribuì a dimostrare l’espansione dell’universo, e fu lanciato il 24 aprile 1990 con lo Space Shuttle Discovery... Non mi ero ancora diplomato, all'epoca! 

Ciò che ricordo bene di quell'evento fu il momento di terrore assoluto da parte degli scienziati NASA. Subito dopo l’entrata in servizio emerse un grave problema: lo specchio principale era stato levigato con un errore minimo, piccolissimo! Ciò era però sufficiente a rendere le immagini sfocate.

Vi immaginate? Il progetto era stato studiato nei più minimi dettagli sin dal primo dopoguerra, era stato finanziato con cifre esorbitanti per l'epoca e... Non funzionava correttamente!

La svolta arrivò nel 1993, quando la prima missione di manutenzione con astronauti installò strumenti correttivi e riportò Hubble alle prestazioni previste. Da lì in poi il telescopio diventò un osservatorio eccezionale: nel corso degli anni fu aggiornato più volte con nuove fotocamere, spettrografi, pannelli solari, giroscopi e altri componenti. In totale ci furono cinque missioni di servizio, l’ultima nel 2009.

Come ho detto, grazie a Hubble abbiamo ottenuto immagini profondissime dell’universo, studiato la nascita e la morte delle stelle, osservato galassie lontanissime, buchi neri, nebulose, pianeti extrasolari e contribuito a misurare meglio l’età e l’espansione dell’universo. E' uno strumento incredibile, e anche dopo l’arrivo del telescopio James Webb, messo in orbita da poco, Hubble resta importante perché osserva soprattutto nell’ultravioletto, nel visibile e nel vicino infrarosso, bande complementari a quelle di Webb.


Commenti

Post più popolari