Che mondo strano, che è Linkedin

 Linkedin, uno dei pochi social network in cui ancora sono presente, è un mondo strano. Da un lato è un ambiente dedicato al lavoro, alle attività, alla divulgazione relativa a prodotti e servizi, insomma... E' utile per il lavoro. Dall'altro lato è una specie di Facebook/Instagram in giacca e cravatta, con gli stessi siparietti che vedo sin dai tempi lontanissimi delle BBS, dei Forum, dove su argomenti più disparati puoi vedere risse violentissime nei commenti, magari continuando a darsi del lei, magari con un titolo sfavillante sulle proprie mostrine, quali CEO di questoEquello, o Manager di quell'altro. 

E come avviene su ogni social che si rispetti, gli schieramenti sono granitici, e impermeabili a una qualunque forma di scambio di opinioni e crescita collettiva.

Ultimamente vedo due filoni principali. Lo smart working è la panacea di ogni male. L'azienda risparmia, il dipendente lavora da una spiaggia tropicale, tutti contenti, nessuna criticità. Tutto meraviglioso. L'altro filone è quello di coloro che affermano con certezza che per avere RAL da record devi per forza vivere a Milano. Se trovi un'offerta di lavoro con pari RAL, in un paesino in Abruzzo (per fare un esempio con una regione scelta a caso), ebbene questo va snobbato con insofferenza perché in Abruzzo non ci sono le leve per elevare quel RAL in alcun modo. Meglio vivere a Milano, che con quel RAL ti puoi permettere un sottotetto senza finestra di 10m2, ma sei nel mezzo del fervore economico, e magicamente potrai trasformare quei 40K in 60K, e poi 80K fino a diventare milionario prima dei trent'anni... Che un po' mi ricorda la storia di coloro che migravano per andare in America, o in Australia, per lavorare duro e fare soldi veri, ma che poi tornavano praticamente ricchi come prima, o rimanevano là, a mandare avanti una piccola pizzeria di provincia. 

Ma a parte la mia 'piccola' disanima da lavoratore dipendente che quei sogni da pioniere delle Start Up li ha abbandonati da tempo, o che forse non li ha mai neppure realmente seguiti fino all'estremo sacrificio, voi, non ci vedere un certo controsenso?

Voglio dire: Da un lato si spinge per lo smartworking, dall'altro bisogna essere a Milano per cogliere le opportunità.

Ma se la prima è vera, anche dal paesino in Abruzzo, posso lavorare in smartworking per un unicorno milanese senza problemi, giusto? Quindi che senso ha sprecare tutto ciò che guadagno per avere in affitto un appartamento di quattro mattonelle calpestabili?

Linkedin è un mondo meraviglioso, e sono veramente felice di poterlo frequentare con capacità critica, e un po' di ironia.

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