Archeologia industriale

 Oggi vi racconto una storia. La storia di una escursione che non abbiamo fatto a causa di un forte temporale, e del freddo, cosa che già è straordinaria in questi giorni di caldo afoso. 

Eppure, da questa storia, che alla fine non è una storia, ma un evento che alla fine non si è svolto, sono scaturite immagini in bianco e nero, le foto che vi propongo oggi. Lungo la strada del ritorno, infatti, ci siamo fermati accanto a una vecchia fabbrica per... fare un bisognino, e sgambare Sansone, che in questa giornata è stato praticamente sempre in braccio a me.

La fabbrica, con un'alta ciminiera di mattoni, era totalmente abbandonata, frequentata da gatti, e forse usata come magazzino per il fieno dai contadini della zona. 

Di là dalla strada, proprio di fronte a questa costruzione fatiscente, un canale artificiale rombava vigorosamente. Le acque provenivano da quel forte temporale, sicuramente.


Alcune costruzioni erano state messe a nuovo, trasformate in piccoli angoli accoglienti della campagna, altre erano diroccate, crollate sotto il peso del tempo e delle intemperie.

Abbiamo fatto due passi, e ho scattato qualche foto. Abbiamo fatto scorpacciata di more, in un cespuglio nascosto tra le rovine.

Poi siamo giunti a un depuratore delle acque, e poco oltre, a una vecchia cava di ghiaia, credo a fianco del di un torrente, secco, con i macchinari e le costruzioni avvolti da rovi e piante cresciute oltre misura.

Da lì abbiamo proseguito seguendo un sentiero, fino al cavalcavia della vignolese, dove il sole ha ricominciato a bruciare, e il traffico a disturbare, nonostante fossero già le sette di sera, o poco meno.


Una volta saliti in auto ci siamo sentiti rifrancati. Per lo meno la giornata non è stata vana, e abbiamo portato a casa un po' di fresco, una bella esperienza, e due passi in un ambiente mai esplorato prima. 

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