Un viaggio in divenire...
Mi fermo e rileggo il messaggio. Il pagamento va fatto in criptovalute. Ci sono tutte le spiegazioni su come ottenere le cripto, ma non è spiegato molto altro. Mi puzza di truffa, per cui telefono all'organizzatrice.
Lei sembra imbarazzata. Mi spiega che gli animali sono sempre un problema, quando si viaggia, e che questa società, la Hund zu Hause, è la migliore per risolvere questi problemi. Ma che lavorano ai confini della... Legalità. E' per questo che vogliono il pagamento tramite criptovalute.
Lei ride, me la immagino parecchio imbarazzata. Le domando della cifra, un po' alta per un viaggio di pochi giorni, quasi la metà di quanto costa l'intero tour.
Non ricevo risposta. Lei dice di guardare i messaggi. C'è modo di pagare anche senza le cripto. Devo andare in una piazzetta dietro la stazione. Devo avere un giornale con me, non importa quale, e cercare una ragazza che mangia un gelato al cioccolato. Lei sa tutto, lei mi dirà cosa fare per pagare subito.
Non sono molto convinto di pagare quella cifra, sto per telefonare ad Ale per spiegarle il problema e la mia intenzione di cancellare il viaggio, ma prima che riesca a comporre il numero, mi arriva l'ennesimo messaggio. E' un indirizzo, e un link per il navigatore.
Sono curioso, per cui decido di andare alla piazzetta. Ormai è sera. Molti sono seduti in tavolini, bevono qualcosa, chiacchierano. Mi guardo attorno alla ricerca della ragazza. Ed eccola. Vestita di bianco, un abito leggero che lascia intravvedere il suo corpo. Fa caldo, nonostante l'ora.
Ricevo un messaggio. Non ti avvicinare a lei. Lancia il giornale nel bidone vicino a lei, come se volessi buttarlo via. Il resto lo farà lei.
Questa storia sta diventando sempre più strana. Giro attorno al tavolino dove si trova la ragazza. C'è un cestino. Ci butto il giornale, senza considerare che il cestino è ricolmo. Il giornale cade fuori, trascinando con sé qualche altra cartaccia, e cade sulla ragazza. Lei, imbizzarrita, mi guarda e mi apostrofa con una infinità di improperi.
Le chiedo scusa. Le spiego del messaggio. Lei continua a urlare. Butta a terra il gelato. Si allontana stizzita. La seguo. Forse fa parte della sceneggiata, e io devo andarle dietro chiedendo scusa. Ancora e ancora. In effetti mi sento mortificato. Ma la tipa avrebbe potuto scegliere un'altra messa in scena per stabilire un contatto.
Sembra un film demenziale di spionaggio. Ho definitivamente deciso di annullare il viaggio. Mi fermo e lei si ferma: Cazzo fai! mi segui?
M fermo. Ora tutti mi guardano. E tra loro c'è un'altra ragazza, vestita di chiaro, a un tavolino con vicino un altro bidoncino. Che abbia sbagliato persona?
Con un gesto di stizza la mando al diavolo e torno verso la piazzetta. C'è una pizzeria al taglio. Mi è venuta fame. Entro assieme a un gruppo di ragazzi, toccherebbe a me, sono il primo, ma li lascio passare. Mando un messaggio all'organizzatrice, rinuncio al viaggio. Poi avviso anche Ale. Troveremo qualcos'altro.
Quando è il mio turno vedo la tizia che dovevo contattare che mi fissa stranita. Faccio cenno negativo. Lei si alza e se ne va. Io mi prendo le pizze al taglio, pago col cellulare.
Il pizzaiolo mi guarda e sorride: un boomer che paga col cellulare, non ci credo!
Lo guardo scocciato, se voleva fare il simpatico, non è la serata giusta. Poi... Credo che in quella piazzetta non tornerò molto presto, perché suona la sveglia.



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