A volte ritornano...
Avete mai fatto sogni ambientati in uno stesso luogo? Parlo di sogni differenti, ma sempre nel medesimo posto, e con un ricordo su quanto era accaduto nel sogno precedente. Magari un vago ricordo, eh? Però quella strana consapevolezza di conoscere già quel posto... Mi è capitato questa notte.
Ero in viaggio, in auto, e noto questa costruzione. E' una villa, forse una vecchia venaria. La costruzione è un rudere inaccessibile, ormai collassato su sé stesso. Ma c'è questo ampio spazio rettangolare, un'area sicuramente destinata, in passato, a un giardino all'italiana.
Ricordo questo posto. Ci sono stato molto tempo fa, per un evento, non ricordo bene i dettagli. Ricordo che faceva caldo. Nell'area circoscritta dal muretto a secco, bianco, alto fino al ginocchio, erano svolte diverse attività.
Mi fermo, scendo dall'auto, e mi avvicino. Scavalco il muretto. I ricordi diventano nitidi. Ricordo i cavalli, la giostra medievale. Cammino seguendo il limitare del muretto. Ricordo che mi ero accampato sotto a una pianta rigogliosa, uno dei pochi punti all'ombra. La raggiungo. Ora è pressoché morta, secca. Il tronco e i rami sono spogli e sofferenti.
Poco oltre il muretto era mezzo caduto nell'erba folta. Era così anche ai tempi della mia prima visita. I ricordi mi portano a campi coltivati inframmezzati da ulivi, e più a valle, un torrente. Ora sento rumori di macchinari. Scavatrici, ma anche altro. Incuriosito seguo il profilo del muretto e oltrepasso il punto dove ha ceduto all'incuria e al trascorrere del tempo. I campi sono ancora presenti, così come gli ulivi. Il torrente, però, è accerchiato da macchinari. Sembra una cava di ghiaia. Il frastuono da quasi fastidio. Quel bip insistente quasi mi sveglia (proviene dai lavori del tram, fuori dalla mia finestra, proprio accanto al giardino condominiale!).
Torno sui miei passi. Ricordo che vicino alla villa diroccata è presente un altro passaggio. Questo conduce a un altro spazio circondato da muretti a secco, e con una bella struttura di legno avvolta da rampicanti. Lì c'era un orto botanico. Forse un tempo era l'orto di famiglia. A ogni modo ora è tutto secco, bruciato dal sole, e pure la struttura in legno è crollata.
Mi guardo attorno, sono sconsolato. I ricordi si affievoliscono lentamente. E' ora di tornare all'auto, nel frattempo, suona la sveglia.


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