Ma che deriva sta prendendo il mondo?
Lei, abbastanza spesso, sale a San Luca a piedi insieme a un gruppo di persone. In teoria mi piacerebbe andarci anche io, ma gli orari di lavoro non me lo permettono quasi mai. Così, una volta alla settimana, è lei a concedersi questa sgambata su per la scalinata che porta al Santuario.
Ieri sera, durante il percorso, è successo qualcosa di spiacevole.
Una persona che stava scendendo di corsa, perché in molti usano quella scalinata anche come allenamento sportivo, ha spostato bruscamente una ragazza del gruppo per riuscire a mantenere il proprio ritmo. Già questo, di per sé, basterebbe a far capire il livello di educazione del personaggio.
La ragazza, comprensibilmente, ha protestato. A quel punto il tizio si è fermato, è tornato indietro e l’ha spintonata con violenza.
È intervenuto il fidanzato della ragazza e, forse rendendosi conto che dall’altra parte c’era qualcuno fisicamente più piazzato di lui, il corridore ha pensato bene di trasformare la propria arroganza in una minaccia. Qualcosa del tipo: “Ci vediamo in fondo.”
Poi ha ripreso la discesa.
Naturalmente, in fondo alla scalinata non ha aspettato nessuno.
E forse è proprio questo il dettaglio più significativo di tutta la storia. Non tanto la maleducazione, non tanto la prepotenza, non tanto la sceneggiata da duro pronto a tutto. Ma il fatto che, alla fine, certe persone hanno bisogno di mostrarsi aggressive solo per qualche secondo, giusto il tempo di sentirsi superiori. Poi, quando arriva il momento di sostenere davvero il peso delle proprie parole, spariscono.
Una scalinata come quella di San Luca dovrebbe essere un luogo di fatica, certo, ma anche di rispetto. C’è chi sale piano, chi sale in compagnia, chi scende correndo, chi si ferma a riprendere fiato, chi la vive come allenamento e chi come passeggiata. Tutti, però, dovrebbero ricordarsi che non sono soli.
Lo sport, quando diventa una scusa per comportarsi da padroni dello spazio pubblico, smette di essere sport e diventa qualcos'altro.
Il problema è che questo atteggiamento lo vedo sempre più spesso, in mille contesti differenti, e il più delle volte è pura prepotenza, è pura mancanza di educazione.
Non capisco perché non si riesca più a dialogare? A parlare? A comportarci gentilmente l'un l'altro. Abbiamo tutti i nostri problemi, i nostri pensieri, e lo stress è ormai diffuso a macchia d'olio. Eventi come la camminata verso il Santuario dovrebbe essere un momento di riappacificazione con sé stessi, col mondo, con tutti coloro che ci circondano. E questo a prescindere che lo si faccia da soli, che lo si faccia correndo, o che lo si faccia in gruppo. Lo sport, ma anche la vita all'aria aperta, dovrebbe essere un momento in cui ci si dovrebbe tutti quanti riavvicinare in quanto esseri umani. Se competizione, rabbia, arroganza, e maleducazione, si impossessano anche dei momenti in cui dovremmo ristabilire l'equilibrio interiore, quale destino può avere l'umanità?
Possibile che non si possa più occupare lo stesso spazio tutti assieme? Possibile che la parola società sia divenuto una semplice astrazione politica, e non abbia più alcun significato nella vita reale?
Il comportamento arrogante, esuberante, prepotente lo si nota sul marciapiedi, ma anche per strada. Non esistono più regole, né morali, né civili, né amministrative, che tengano in piedi un rapporto tra esseri umani che vivono in perenne conflitto.
Ma dove sta andando il mondo?



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