Camminando...

 Un paio di giorni fa, dopo il lavoro, sono andato in paese a fare due passi. Conosco quel paese da anni. Ci ho lavorato per trent'anni, e oramai fa parte di me. 

Camminando lungo il torrente non ho potuto fare a meno di ricordare le passeggiate che facevo in pausa pranzo, o fermarmi un attimo a guardare com'era cambiata una zona dove andavo a volare col drone. Ogni angolo di quel posto risveglia in me qualche ricordo.

La palestrina dove facevo un po' di sport la sera, dopo il lavoro. Le persone che la frequentavano, chi la gestiva. Il caos del campo sportivo, quello ancora presente, e le auto parcheggiate una sull'altra, perché a quell'ora sono tutti lì, dopo il lavoro, per fare sport.

Camminavo e non potevo non pensare ai piccoli trek fatti nel verde. I percorsi per salire su all'abazia, o quelli lungo il Rio Ramato. E ancora i percorsi didattici nel verde, quello che porta a un punto panoramico dove è possibile ammirare tutta l'area abitata, e quello che sale fino ad alcune 'salse', o 'vulcani di fango', vicino alla casa di riposo dove stava mia nonna. Mia nonna ci ha vissuto qui, prima della guerra. Era un'altra vita, un altro mondo, io l'ho vissuto solo nei suoi pochi racconti.

Non sono mancati gli incontri con i cerbiatti del parco. E qualche foto sono pure riuscito a farla. E i laghetti artificiali, con le libellule, le rane, e una miriade di piante acquatiche in fiore.

Camminavo, e mi rendevo conto del legame che avevo con questo paese. Non ci ho mai vissuto. Ma ci ho lavorato a lungo. Ho frequentato i suoi bar, corteggiato persino una barista, quando ero giovane. Ho fatto la spesa nel suo supermercato. Ho comprato medicinali in farmacia. Ho... Vissuto lì, anche se non vivo lì. Ma soprattutto, ancora una volta, non posso che rivelare la mia natura di eterno nostalgico.


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