Mi manca la palestra
Non sono un tipo da palestra. Per me la parola sport è sempre stata sinonimo di attività all'aria aperta. C'è stato il mio periodo tennistico, il trekking è sempre presente, e la bici... Sono anni che non salgo più in bici per via delle mie ginocchia, e di altri acciacchi... Avevo anche una palestrina in casa, quando vivevo da solo, con tanto di tapis roulant, panca, e gli immancabili pesi. C'è stato pure un periodo folle in cui facevo "sport" con la Wii. Ebbene sì! Ho fatto uno sbaglio quando l'ho venduta. Già!
Quando mi sono trasferito, e sono venuto 'qui' ad abitare con Ale, lo spazio per la mia palestrina è improvvisamente scomparso, e mi son trovato costretto a iscrivermi in una palestra vera. All'epoca scelsi una piccola palestra vicino al luogo di lavoro. Uscivo, prendevo lo zaino dall'auto, e poi andavo in palestra a piedi.
Non era una palestra come quelle moderne, con giovani con perennemente in cuffia, musica a palla in filodiffusione, ognuno che bada a sé stesso e... oddio, macchinari all'avanguardia, specchi e vetrate ovunque, e ovviamente bisogna avere un dress code fitness di prim'ordine.
No, sembrava più il box club di Rocky nel primo film. Piccola, con i macchinari che circumnavigano il poco spazio, e al centro le panche. I pesi scoloriti. C'era anche una sala per gli esercizi a corpo libero, con tanto di spalliere. Lì tutti quanti si conoscevano, c'era sempre una gran chiacchiera. Niente musica. Si faceva balotta e basta. E come dimenticare che alla segreteria, all'ingresso, c'era sempre qualcosa da mangiare? Pizzette, dolcetti... E ogni tanto giravano attorno a noi anche due cuccioli di bassotto. Senza dimenticare i due vecchietti, seduti sulle cyclette, che a malapena giravano i pedali, e si leggevano lo stadio aperto sopra al manubrio. Lì mi sembrava di stare a casa. Io, col mio fisico da impiegato, le mie ginocchia malmesse, che facevo la scheda preparata da Jack. Questo che ci seguiva tutti, era il figlio del proprietario, nonché medico del centro di fisioterapia abbinato alla palestra. Con lui chiacchieravo, doveva laurearsi, ed era indeciso sul suo futuro. In palestra veniva persino la sua ragazza. Poi c'era il falegname, un fisico che avrebbe fatto invidia a un wrestler. Arrivava col suo furgone, cambiava solo la maglietta, faceva i suoi esercizi, scambiava due chiacchiere con tutti, e poi usciva, senza far la doccia, che tanto abitava vicino. E ogni tanto si portava dietro anche il figlio, alto come lui, ma magro, tanto magro, che avevo paura che si spezzasse in due per i pesi che il padre gli faceva sollevare. C'era anche Sergio, proprietario di una pizzeria. Lui era quello che ci faceva ridere tutti, tra battute volontarie e involontarie. Venivano anche alcune ragazze, un po' spaesate, con i loro completi Nike, gli orecchini, trucco perfetto, fisico da modella, totalmente fuori posto... Le avrei viste meglio alla Virgin, ma mi rendo conto che quella palestrina era perfetta per le loro confidenze, che ovviamente si scambiavano mentre stavano sulla ellittica. C'erano altri che come me avevano qualche 'ferita di guerra' da tenere in movimento. C'era qualche impiegato svogliato che passava più tempo a girare tra le macchine che ad usarle. Poi c'era un pugile, mamma mia che bestia. Saltava un metro senza rincorsa, in verticale, o forse anche di più. Saltava e atterrava su una pila di piattaforme da esercizi a corpo libero messe una sopra l'altra. Poi saltava giù, nella stessa posizione, e poi saltava di nuovo su... Impressionante.
Col Covid la palestra ha subito un duro colpo. E quando ci sono tornato, era sempre mezza vuota. E anche io non riuscivo più ad avere giorni e orari regolari, facevo avanti e indietro tra il vecchio posto di lavoro e il nuovo. Stavo cambiando ruolo. Stava cambiando tutto. Quando mi sono dovuto spostare definitivamente, non sono più riuscito a tornarci, e dopo poco, ha chiuso.
Da quel momento non ho più frequentato una palestra. E da quando è arrivato Sansone, non sono più riuscito nemmeno a fare qualcosa a casa.
Tutto questo discorso perché da qualche mese, la bocciofila del campo sportivo del paese, ha aperto una palestrina. Praticamente è allestita in mezzo alle piste della bocciofila. Sembra una palestra fatta in casa. Lo spogliatoio è praticamente fatto da un pugno di sedie di plastica messe in fila, dove appoggiare i propri vestiti. Le docce sono fuori, vicine ai campi da tennis. Gli attrezzi sono quelli che aveva la mia palestra... Ma vale la pena? Ieri sono andato a vederla e, non mi ha convinto granché.
Nel frattempo faccio il certificato medico. Non si sa mai...



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