Corazzata Yamato
Questa mattina sono arrivato al lavoro e c'era un mio collega, appassionato della storia di questa corazzata giapponese, che studiava con attenzione l'immagine qui a fianco.
La corazzata Yamato appassiona moltissime persone, sia esperte di seconda guerra mondiale, sia esperte di navigazione, sia appassionate dell'anime che si ispira a questa nave. Ma la fiamma che davvero accende tutto questo interesse verso la Yamato è la sua storia. Nata per essere la più potente corazzata del Giappone, assieme alla sua gemella Musashi, ebbe un destino tristissimo, perché il suo progetto era tardivo, e le corazzate stavano diventando in fretta dei dinosauri del mare. La loro potenza era inutile se potevano essere attaccate e affondate in mare aperto da aerosiluranti, o dagli u-boat. I loro cannoni erano inutili di fronte alla potenza offensiva delle portaerei. E la Yamato, che nacque proprio alla fine della guerra, praticamente non ebbe neppure mai l'occasione di dimostrare la sua potenza. Venne sacrificata per creare un baluardo artificiale tra la flotta americana e le isole del Giappone... E sappiamo bene che non servì a nulla. All'epoca l'impero nipponico non aveva neppure il carburante per permettere alla nave di operare. La guerra era già finita, ma una resa onorevole non era concepibile, piuttosto la morte, o l'annientamento totale della nazione, per lo meno fino allo sgancio delle due bombe atomiche.
Tornando alla Yamato, perché sono tutti così appassionati? Di corazzate potenti e ritenute imbattibili ce ne sono state parecchie in quegl'anni (e tutte, o quasi, hanno fatto una brutta fine). Allora perché?
Perché il governo giapponese dell'epoca decise di distruggere tutta la documentazione relativa alla nave prima che avvenisse la resa. Non c'è rimasto nulla. Nessun disegno tecnico, nessun progetto, e rarissime foto, la maggior parte delle quali provenienti da aerei americani, dai servizi di spionaggio, da archivi personali, e alcune foto rituali (tipo quella istituzionale con i comandanti assegnati al mezzo).
E poi c'è questa foto? E' vera, non è vera?
Di ricostruzioni, di foto ottenute da patchwork, di foto scattate a modelli in scala, ne esistono tantissime. E questa immagine affascina perché - mi è stato spiegato - sembra essere stata scattata tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945, periodo in cui la nave ebbe alcuni aggiornamenti importanti. Questo scatto mostrerebbe alcuni di questi aggiornamenti, ma anche dettagli rimasti congruenti alla precedente variante. Ciò ha scatenato il dibattito, e gli appassionati sono capaci di perderci giornate intere, e nottate intere, nell'appoggiare una o l'altra tesi. Il fatto che non esistano informazioni ufficiali rende tutto ancora più affascinante.
E io? Che ne penso?
Trovo che questo movimento, questa passione, sia incredibilmente affascinante.
Però rimango legato maggiormente all'anime ispirato a questa nave, alla speranza del capitano Okita, al coraggio di Susumu Kodai, a una avventura per salvare il pianeta Terra dalle forze di Gamilas, e del terribile Abelt Dessler. Sono cresciuto guardando il cartone animato dell'astronave Argo, e anche in questo momento, mentre scrivo queste righe, mi viene la pelle d'oca pensando a quell'incredibile avventura.




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