L'almanacco di Naval Ravikant
La particolarità di questa persona, cosa che mi ha incuriosito, e di conseguenza spinto a leggere il libro, è che usa X (formerly known as Twitter) in modo creativo. Forse è uno dei pochi che usa un Social Network, e non viene usato dal Social Network. X è per lui una sorta di 'luogo' dove annotare aforismi e riflessioni che l'hanno colpito, e sul quale vuole tornare a riflettere.
Questi aforismi, queste riflessioni, sono la base dell'almanacco, che non è stato scritto da Naval Ravikant, bensì da un noto product strategist che cura anche un blog piuttosto noto dedicato all'economia. Si chiama Eric Jorgenson, e visto che seguiva (segue) Naval su X in modo continuativo, si è proposto di scrivere questo testo, e Naval ha acconsentito.
Di cosa parla il libro? Diventare ricchi, e felici!
E' il classico libro che probabilmente avrei evitato come la peste, e non sono certo qui per rimangiarmi quanto ho appena scritto, ma... La lettura di questo testo mi ha incuriosito, ve l'ho detto, per motivi tutt'altro che legati al tema trattato dal libro.
Quindi? Andiamo al sodo?
Onestà. Il testo è onesto. E parte da un assioma inalienabile. Bisogna vivere in un paese anglosassone. Ed persino più specifico: come America e Australia! In questi paesi 'tutto' è possibile perché il fallimento non è visto come la fine, ma come una fonte di esperienza. In questi paesi 'tutto' è possibile perché sono aperti alle idee, e sono disposti a finanziare un'idea sulla base della fiducia, e non bisogna dimostrare di avere già i soldi per avere un finanziamento.
Banalità. Il testo contiene anche molte banalità. Ma sono banalità a cui molti (tutti) danno poca attenzione. Ne cito qualcuna:
Per avere successo non puoi misurare il tuo lavoro sulla quantità di ore che lavori. In una giornata le ore in cui si può lavorare sono limitate, bisogna investire in attività che rendono anche quando non si lavora (esempio banale: un libro, una volta scritto, produce reddito anche se l'autore non scrive più).
Se giochi seguendo le regole degli altri, non avrai mai successo, perché le regole degl'altri sono fatte per favorire... gli altri. Questo è un attacco diretto al lavoro dipendente. Puoi anche fare carriera lavorando per altre persone, ma mai raggiungerai la loro ricchezza.
Cose interessanti. Ci sono anche riflessioni interessanti, principalmente nella seconda metà della pubblicazione, quella dedicata alla felicità.
I Desideri sono il motore dell'infelicità. Se desideriamo qualcosa, non saremo soddisfatti finché non l'avremo ottenuta, e di conseguenza saremo infelici finché non raggiungeremo il nostro obiettivo.
Per essere felici bisogna essere capaci di stare in una stanza, da soli, senza pensare. Vivere il momento per quello che è. Si ricollega alla questione dei desideri. Il nostro cervello è una macchina incapace di stare ferma. E' un motore che ci spinge a compiere azioni, ad avere traguardi da superare. Se riusciamo a controllare questa indole, è probabile che riusciremo a essere felici.
Osservazioni sulla Salute. Potevo inserire queste osservazioni nelle banalità, ma ho voluto metterle in evidenza perché se il nostro fisico è sofferente, difficilmente potremo dedicarci a successo e felicità. Sembra scontato ma, nel lavoro, quanti di noi sono capaci di sacrificare le necessità del fisico per poter raggiungere il proprio scopo?
Poi però i suggerimenti sono quelli tipici del ricco che può permettersi libertà assolute. Quali svegliarsi dopo otto ore di sonno ben dormite. Fare un'ora di attività fisica. Seguire una dieta equilibrata con uno specialista che ti sta al fianco h24, prendersi le giuste pause durante la giornata, delegare ad altri i compiti ingrati, fare solo ciò che ci piace fare. Ok...
Non mancano le contraddizioni. Soprattutto sulla questione dedicata alla lettura. Il consiglio è quello di leggere molto, moltissimo, perché leggere aiuta la mente ad essere una brava analista. L'argomento dei libri non è importante. L'importante è leggere. Poi però afferma che lui non legge i libri per intero. Li sfoglia, si sofferma sulle pagine che lo incuriosiscono, evita capitoli interi, insomma... li spulcia. E ancora afferma che è fondamentale conoscere, studiare la matematica di base, la statistica, l'economia di base, libri scientifici, perché sono temi fondamentali per poter tracciare un percorso che condurrà al successo.
Come concludiamo questa analisi? Ha senso leggere questo libro?
Sì, sono felice di averlo letto. Forse non avrà dato una svolta alla mia vita, ma è stato capace di risvegliare conoscenze, pensieri, riflessioni che erano già mie. E' stato capace di attivare nuovi circuiti. E' stato capace di farmi capire come ragiona una persona che ha raggiunto il successo. Ma soprattutto, dimostra che i soldi non fanno la felicità, ma aiutano a raggiungerla... Anche se in modo differente rispetto a ciò che molti pensano. Un'altra banalità? Probabile.



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