Fotografare un'altra realtà
Ho con me una piccola macchina digitale, oltre al cellulare. Uso la macchinetta per scattare una foto alla statua, mentre lentamente ce la lasciamo alle spalle. Il tempo scorre veloce, non c'è nemmeno il tempo per voltarsi e notare Hell's Island mentre si allontana sulla scia del battello.
Sbarchiamo assieme a molti altri passeggeri. C'è chi è spaesato, c'è chi si guarda attorno. Noi abbiamo poco tempo. Faccio per prendere la fotocamera e scattare una foto alla nave attraccata ma, vengo trascinato via dagli amici. Pazienza.
Eccoci nel cuore della città. Mi fermo. Prendo la fotocamera. Scatto una foto a un musicista di strada. Guardo l'immagine, alle sue spalle c'è una cattedrale gotica. Il musicista indossa un abito stracciato, e il suo violino sembra antico quanto la barba bianca che contorna il viso consumato dell'uomo. Ma se lo guardo dal vivo, alle sue spalle c'è un lavasecco a gettoni, lui è vestino in jeans e maglietta. Il violino è uno di quelli elettronici, senza cassa acustica. Non capisco. Ma già mi chiamano, per cui passo oltre.
Loro, i miei amici, sono dentro un locale. E' il primo 'drink americano'. Uno di loro si lamenta in un inglese maccheronico, gli ha chiesto un 'Americano' ma il barista non sa cosa sia. Gli altri cercano di fargli capire che è un cocktail italiano, ma c'è poco da fare, lui continua a lamentarsi.
Brindiamo all'America. Veniamo avvicinati da due stangone in minigonna. Sono alticce. Sembrano modelle ma temo siano qualcosa di diverso. Prendono sotto braccio quello che stava discutendo col barista, noi ridiamo, le ragazze ordinano champagne. Già sappiamo che lo spolperanno vivo. Scatto una foto. Sul display compare il mio amico vestito da cowboy, con tanto di speroni e cappello. Le ragazze sono vestite con gonne ariose, petti belli prominenti, e pettinature piene di boccoli. Ovviamente bevono whisky.
Vengo trascinato fuori. La nostra meta è ovviamente l'Empire State Building. Passiamo però per Ground Zero. Faccio una foto, ma l'immagine mi mostra una sorta di stazione, con strutture in ferro battuto, vetrate altissime, vapore, e locomotive senza ruote che galleggiano a mezz'aria sopra ai loro binari. Non capisco. Decido di scattare una seconda foto, questa volta con il cellulare. Inquadro, ma vedo un incrocio in preda al traffico tra palazzi alti decine e decine di piani. Le auto sono anni ottanta, quelle che vedevo nei telefilm, da bambino, e la gente che è immortalata nell'immagine è vestita da yuppie. Rimango basito. Voglio provare a fare un video. Già mi chiamano. Ma questa storia mi mette ansia.
Devo capire.
Faccio partire il video. Con un occhio guardo il memoriale. Con l'altro il display. Ogni volta che cambio punto di vista cambia anche la ripresa. Un attimo prima ci sono uomini a cavallo vestiti da contadini, un attimo più tardi mi sfreccia davanti una Ford Crown della polizia a sirene spiegate. Vengo trascinato via dagli amici, hanno fretta. Interrompo il video e li seguo. Quando si fermano a indicare il grattacielo, dall'altro lato della strada, richiamo il video e lo lancio... Ma è tutto disturbato, non si capisce nulla.
Attraversiamo. Tutti salgono, tranne io che mi fermo davanti a un carretto che vende hot dog. Un poliziotto ha appena ricevuto il suo. Punto la fotocamera. Lui sorride, scatto. La foto ritrae il poliziotto mentre mangia l'hot dog. Sembra tutto perfetto. Tanto che quando lui si avvicina mi fa i complimenti e mi chiede di spedirgliela via mail. Ma se la guardo con attenzione, il giornale mezzo accartocciato sul marciapiede è di qualche giorno più avanti.
E' tutto surreale. Quasi impazzisco. Eppure, sia che usi la fotocamera, sia che usi il cellulare, non riesco a fotografare il momento. Il luogo sì. Ma il tempo è sempre sbagliato.
Nel frattempo ho perso i miei amici. So che sono saliti in cima all'Empire State Building. Potrei salire, ma attendo ancora qualche secondo. Guardo la galleria delle foto del cellulare. Le immagini sono ancora tutte 'sbagliate'. Anche sulla fotocamera. E i video sono tutti confusi, indecifrabili, come se ogni frame del video fosse in un tempo differente.
Decido di scattare una foto al palazzo. Punto. Scatto. Vedo il cantiere di quando era in costruzione. Scatto di nuovo. Questa volta è un rudere. Alle sue spalle ci sono solo ruderi, fiamme all'orizzonte, e fumo, tanto fumo. Scatto di nuovo... Mi sveglio!



Commenti
Posta un commento