Quanto costa il caffé?
Da quel momento bevo caffè, due, tre volte al giorno. E se non riesco a dormire, mi prendo un caffè, perché lo trovo 'rilassante', 'distensivo', piacevole. Mi fa staccare la spina. Dopo un bel caffè, tutti i problemi, i dubbi, i pensieri, svaniscono improvvisamente.
Da quel lontano 1992, quando il caffè costava milleduecento lire, a oggi che costa un euro e quaranta centesimi, sono passati... Non mi fate contare gli anni, che son troppi, poi mi sento vecchio.
Con il passaggio da lira ad euro, il caffè passò da duemila lire a ottantatré centesimi di euro. Poi un euro, e via così, fino a oggi. Ma perché questo aumento repentino?
Ieri ascoltavo il mio podcast quotidiano, e l'argomento trattato è proprio questo. Il problema è duplice.
Geopolitico: I paesi produttori di caffè sono al di là dell'oceano atlantico. Il trasporto è uno dei fattori più determinanti per il costo della materia prima. Le navi vanno a gasolio. E gli idrocarburi non solo diventano sempre più costosi da estrarre, anno dopo anno, e non solo i conflitti mondiali hanno rimescolato le carte, aumentandone il costo in modo artificioso, ma vengono anche osteggiati per il problema climatico. Per cui... E' più difficile estrarre petrolio, molti paesi esportatori sono sottoposti a embargo, e il suo uso è sottoposto a disincentivi economici a causa del riscaldamento globale.
Climatico: I paesi produttori di caffè, l'anno scorso, hanno avuto 80 giorni in più di giornate senza pioggia e caldo intenso. Le piante sono più stressate, più soggette a malattie e parassiti, e producono meno, o con minore qualità complessiva. Tradotta in soldoni, la produzione di caffè è minore, e le piantagioni sono sofferenti a causa del cambiamento climatico.
E' un bel problema. Non solo per me, e per il mio amore per quella bevanda. E' un problema perché nonostante tutti i campanelli d'allarme stiano suonando, si continua a lamentarsi del 'rumore' che quei campanelli fanno, e a non accorgersi veramente del perché stiano suonando. Che poi, il motivo lo sappiamo, ma lo ignoriamo, o addirittura lo neghiamo.
Che fare? Intanto vado a farmi un caffè. Poi ci ragioniamo.



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