Q come...

 Proseguo con il progetto legato alle parole significative della lingua italiana. Lo scopo è sempre il medesimo. Sfruttare una lettera dell'alfabeto, per far cercare alle AI una parola significativa della lingua italiana, per poi perdersi in riflessioni personali. Oggi tocca alla lettera Q.

ChatGPT

Q — Qualità: Insieme delle caratteristiche che definiscono il valore di qualcosa. Termine centrale nel lessico produttivo e culturale italiano.

Gemini

Q — Quiete: Uno stato di riposo e tranquillità. È un concetto prezioso, spesso agognato come rifugio dalla frenesia moderna, celebrato poeticamente (come in Leopardi) come momento di pace interiore e riflessione.

Due parole, anche oggi, interessanti. Qualità, è la parola proposta da chatGPT. Un termine molto usato, forse abusato, che pretende metriche di valutazione sempre meno umane e sempre più da social network. Avete notato come le persone siano diventate esigenti? Avete mai letto le recensioni dei prodotti online, ma anche i commenti nelle chat, nei social, nella vita reale? Oggi siamo dei giudici di gara severi e privi della minima umanità. Oggi si guarda il dettaglio, si pretende la perfezione, sia che si entri nel locale di uno chef stellato, sia che si entri in una osteria di provincia a gestione familiare. E ovviamente, noi siamo perfetti, loro hanno sempre dei difetti. La verità è che dietro a quel termine si nascondono le nostre insicurezze, e la nostra poca maturità, visto che ormai siamo incapaci nel scendere a compromessi, a entrare nei panni dell'altro, ad accettare imperfezioni, a... semplicemente passare oltre. Sembra che la maggior parte di noi sia regredita alla fase adolescenziale, fatta di estremi emotivi, e priva di sfumature. 

Non so... Forse ho una visione estremizzata del mondo pure io. Voi come percepite la qualità?

Nel frattempo parliamo di Quiete. Come vorrei un po' di quiete, di tranquillità, di tempo che scorre lento, di tempo per pensare, di silenzio, di ritmi che mi permettano di respirare. La quiete è quel qualcosa che viene dopo la tempesta, ma in questo caso la tempesta sembra non passare mai. Non ho neppure raggiunto l'occhio del ciclone. E forse ho semplicemente raggiunto il limite di sopportazione, al punto da sgridare Sansone, in ascensore, perché mi gira attorno e mi lega col guinzaglio, mentre stiamo scendendo per la passeggiata. E sgridarlo senza mezzi termini, con una bestemmia che è risalita per tutta la colonna dell'ascensore fino a raggiungere il nono piano del palazzo. Nervi tesi, caos continuo, mai pace e tranquillità. Ho persino smesso di ascoltare musica metal, hard rock, perché ho bisogno di abbassare i toni. La quiete, così la vedeva Leopardi, è interiore. Ma se le sollecitazioni esterne non danno mai tregua, com'è possibile mantenere la serenità necessaria per il proprio equilibrio?

Oggi vince Gemini!


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