Fare il doppiatore

 Il figlio di una mia collega è molto bravo, è appassionato di teatro, ma è in quell'età che deve decidere il suo futuro, ma è troppo giovane per capire quale direzione prendere davvero. Da un lato l'università... Medicina. Dall'altro una occasione: una accademia per doppiatori che ha aperto da poco una sede a Bologna.

Il provino va bene, sono entusiasti, lo vogliono, al punto che l'hanno chiamato prima ancora di fare il secondo giro di test, perché il corso è a numero chiuso, e costa un bel po'.

Suona il campanello d'allarme.

E' una cosa seria? E' una fregatura nata a posta per spillar quattrini senza lasciarti in mano nulla?

La rete è ovviamente piena di elogi. Ma tutto arriva sa sito ufficiale, pagine ufficiali, social ufficiali. Davvero strano che non ci sia del rumore di fondo. C'è sempre del rumore di fondo. Impossibile che tutti ne escano soddisfatti. Possibile che non ci sia neppure uno che abbia qualcosa da ridire?

Fidarsi o non fidarsi?

Io, be', sto dalla parte dei bottoni per principio. Provenendo dal mondo della 'scrittura' sono stato bruciato direttamente da case editrici che miravano più ai soldi dell'autore che ai proventi delle vendite. Ho visto 'nomi importanti' organizzare corsi con promesse iperboliche che poi sfociavano in un 'grazie, arrivederci, e buona fortuna... E si ricordi che l'anno prossimo, probabilmente, farò un corso di approfondimento!'.

E per quanto siano ambienti diversi, quando vedi snocciolare nomi conosciuti, il campanello d'allarme potrebbe anche squillare. Non tanto perché il corso non sia di qualità. I corsi sono sempre di altissimo livello. Il problema è che quando ne esci, il diplomino, o il famigerato 'attestato di partecipazione', conta davvero zero nel caso tu voglia intraprendere davvero quel percorso lavorativo. 

Insomma... E' un bel dilemma perché il ragazzo ovviamente è entusiasta, ama cinema e teatro, e vede in questa occasione un qualcosa di irrinunciabile.

Per cui è una cosa davvero complicata da affrontare. 

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