Venezia?
E' un periodo in cui mi capita spesso di fare sogni particolari. Questa notte in una escursione a Venezia. Non la Venezia che conosco però. Mi trovavo in una calle che non avevo mai visto, con una strana struttura arabeggiante, un misto tra cupole veneziane e minareti, percorsi a piedi in corridoi decorati con strutture regolari bianche e nere, stanze ottagonali, piccoli canali che potevano essere percorsi (bagnandosi fino ai polpacci), che conducevano a cripte dorate e dai riflessi, tra luci e acqua, davvero inimmaginabili.
Poi il pranzo. Seduti in attesa che il nostro tavolo si liberi. Dico nostro ma lì sono solo. All'interno c'è Roberto, un mio caro amico d'infanzia. Lui è già al tavolo ma io mi trattengo fuori. C'è una signora, piedi a mollo, che sta ormeggiando una piccola barca giocattolo a fianco di una gondola. La osservo lavorare.
Lei alza lo sguardo e le sorrido.
Le dico che anche io ho una barca uguale. E un attimo più tardi sono in navigazione. Una strana navigazione, perché il barchino è giocattolo, è radiocomandato, e io sono come sospeso in aria, lo guido osservandolo dall'alto.
Mi diverto, seguo la scia di un vaporetto, e lentamente mi sveglio.



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