In libreria
Ma ieri ci sono entrato.
Ho fatto un giro tra le novità, i gialli, i saggi, i 'pochi' romanzi di fantascienza (e sempre i soliti classici). L'assortimento, per quanto discreto, mi è sembrato inadatto a un lettore forte. Molte pubblicazioni sono testi che un lettore forte ha sicuramente già letto. Nuove edizioni di Jane Austin, il Nome della Rosa a fumetti, qualche Bukowski sparso, Agatha Christie, persino un paio di Sciascia nascosti tra le file degli Einaudi. E poi i soliti manuali di cucina, di wellness, i libri fotografici del National Geographics, ma anche di auto sportive come le Lambo, le Porsche, le Ferrari, e poi qualcosa di filosofia, di filosofia orientale, l'immancabile Osho, e un piccolo assortimento di libri di politica, storia, geopolitica, e di analisti vari. Non mancano i libri per i più piccoli, e qualche fantasy il cui titolo parte con "Cronache di...".
Pubblicazioni che non attirano più il mio interesse. Lo ammetto.
Poi i miei occhi sono caduti su un giallo di Licia Troisi. E poi una pubblicazione della Lusetti. E c'è pure il nuovo uscito di Marcello Simoni. Il libro di Barbara ce l'ho sul comodino... Appena iniziato. E mancano all'appello altri autori che conosco bene, e che fanno parte di un passato lontano, quasi sepolto, della mia vita.
Questo incontro mi ha quasi congelato. Ho sfogliato alcuni di quei libri. Marcello, è ben riconoscibile ancora oggi. Licia in veste gialla non l'avevo mai letta. La macchina dei ricordi mi ha proiettato in una vita differente, fatta di incontri carbonari in una osteria, dove alcuni di loro erano compagni di bevute, chiacchiere, sogni, mentre altri erano 'quelli che ce la stavano facendo' e avevano contratti con editori importanti, e i loro nomi erano per noi un esempio da seguire. E si andava alle loro presentazioni, con Barbara mi piace pensare ci fosse anche una piccola amicizia.
Ci sono momenti, come quello di ieri, in cui mi chiedo che diavolo sia successo. Come sia stato possibile che mi sia allontanato da quel mondo, ed è ovvio che alcune delle emozioni che provavo allora, ancora mi tormentano oggi. E' forse stato in quel momento, quando ho chiuso quella strada, che sono nati i primi rimorsi, e alcuni rimpianti.
Fortunatamente sono abbastanza forte da non pormi domande scomode. Ho fatto certe scelte. So perché le ho fatte. Mi posso concedere la nostalgia di quei giorni, quando frequentavo un gruppo di cui mi sentivo davvero parte, e non solo comparsa. Ma i sentieri, in montagna, si incrociano e si allontanano, e chissà, magari si ritrovano più avanti. Ho scelto il mio sentiero. Questo è quanto! E non è detto che un giorno, quando meno me lo aspetto, tornerò a incrociare percorsi che ho abbracciato durante la giovinezza, e - credo - sarà un momento carico di pathos.
Nel frattempo, lasciatemi questo piccolo spazio di nostalgia, e di bei ricordi.



Commenti
Posta un commento