Bisogna assomigliare alle parole...

 Nella mia esistenza attuale continuano a manifestarsi tracce di un passato remoto. Quello dello scrittore, dei suoi legami con la narrativa, gli editori, e l'editoria. Un piccolo legame ancora vivo è quello con Aphorism, luogo in cui pubblicavo racconti brevi, aforismi, poesie, pensieri. 

E' la loro mailing list che arriva ancora precisa come un orologio, con qualche nuovo aforisma, a stimolare questo post. Del resto, è proprio qui sul blog che sto facendo un esercizio con le parole, e, nella mail di stamattina era presente un aforisma di Stefano Benni:

Bisogna assomigliare alle parole che si dicono. Forse non parola per parola, ma insomma ci siamo capiti.
Bisogna assomigliare alle parole che si dicono... E' un concetto semplice ma potente. Dobbiamo essere coerenti con ciò che diciamo, e ciò che diciamo deve essere coerente con il nostro pensiero. In poche parole, dobbiamo essere trasparenti, e sinceri. Se poi approfondiamo, sono le parole stesse che ci descrivono, che ci definiscono, per cultura, profondità, capacità di analisi e di pensiero. Più il nostro vocabolario è limitato, minore è la nostra capacità di esprimere concetti complicati, e nel lungo periodo, minore è la nostra capacità di comprendere ed elaborare concetti complicati. In pratica, meno ampio è il nostro vocabolario, minore è la nostra capacità di ragionare. 

Non parlo di intelligenza nel senso più ampio del suo significato. 

Esiste l'intelligenza emotiva, quella estetica, quella empatica, quella logica... Ogni essere umano è intelligente a suo modo. Io parlo di capacità di analisi ed elaborazione di situazioni complicate. Forse è per questo che in Italia, ma in tutto il mondo, i partiti che parlano "alla pancia" hanno molto successo, mentre quelli che mostrano la complessità della vita sono spesso inascoltati. E' un problema di vocabolario, di parole, di capacità descrittiva... E quando uno non riesce a esprimersi, cosa accade? Si arrabbia.

Ma l'aforisma di Benni è più sottile... Perché noi esseri umani non siamo macchine, e neppure delle AI. Dobbiamo assomigliare alle parole che diciamo, ma visto che siamo anche esseri emotivi, a volte, se lasciamo correre alcune parole, è meglio.


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