A quando la prossima guerra?
E' per questo che la morte di un operaio diventa una strage, e la sensazione comune di noi cittadini è di vivere in un paese pericoloso quando in realtà abbiamo 1/3 dei reati rispetto alla Germania, e la metà di quelli che ha la Francia.
I termini iperbolici sono ormai diventati la normalità, per cui non abbiamo neppure più termini per descrivere qualcosa di veramente grave, e tutto si appiattisce, ma si appiattisce verso un livello di gravità che non è realistico.
Gli USA rapiscono Maduro con un Golpe per mettere le mani sul petrolio venezuelano. Gli USA hanno mire espansionistiche verso la Groenlandia e l'Europa raduna truppe su quel territorio. La Russia è al quarto anno di guerra con l'Ucraina. L'Africa è in fiamme da anni (seppur nessuno ne parli). Su Gaza si son spese lacrime infinite. Le proteste in IRAN mietono vittime giovani ogni giorno... E le portaerei USA si schierano. E che dire della Cina e Taiwan? E del riarmo da parte del Giappone di cui pochi parlano? E del fatto che la EU è talmente dipendente a livello sostanziale e infrastrutturale dagli USA che deve sottostare a pressioni continue da parte di una politica poco convenzionale di questi ultimi?
Non so voi... Ma sono nato e cresciuto durante la guerra fredda. Ho visto crollare il Muro di Berlino. Mi sono sempre interessato a ciò che accadeva nel mondo, forse anche solo perché son sempre stato appassionato di aviazione militare. Ma all'epoca, un periodo storico in cui si rischiò davvero un conflitto nucleare, mi sembrava di vivere in un mondo più sicuro.
Secondo voi? E' solo una questione di percezione? O c'è qualche fondamento di realtà in quest'aria di estrema tragedia che il tamtam mediatico continua a gridare ai quattro venti?



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