Lettore Forte, lettore debole...

 Io sono un lettore forte. In Italia questo termine fa un po' ridere, visto che viene considerato lettore forte una persona che legge almeno un libro al mese, ma... E' comprensibile. Questo non è un paese di lettori. Le librerie sono ormai relegate alle sole grandi catene, le attività "in proprio" di rado resistono più di qualche anno, e ho amiche che hanno dovuto chiudere la serranda perché faticavano a portare a casa un po' di utile, e spesso quell'utile derivava da prodotti diversi dal libro (gadget, prodotti da cartoleria, libri scolastici...).

A ogni modo, io sono un lettore forte. Per quanto non legga più un libro a settimana, sono ancora all'interno dei dodici libri al mese. Se poi aggiungiamo riviste, quotidiani, documenti di vario genere, visto la lettura va oltre al contesto "libro", ho ancora ampio margine prima di cadere nel tunnel dei lettori deboli.

In casa ho una cesta di vimini. Questa cesta è piena di libri che devo ancora leggere, ed è facile che il volume aumenti, difficile che cali. Compro più libri di quanti ne riesca a leggere, e questo è un periodo dove compro davvero pochi libri... Molti arrivano dal book crossing, o dalle bancarelle, quei cestoni dove si trovano libri a uno o due euro. Per me, ma penso sia così per tutti, un libro è sempre nuovo, se non lo si è mai letto, anche se è stato stampato negl'anni settanta.

Per cui ho questa cesta, è enorme, e ora ci saranno dentro dodici, tredici libri. Sul comodino ho il libro che sto leggendo... Quattordici.

Che cosa leggo? Mi piacciono le biografie. Mi piacciono i romanzi di fantascienza (anche se è sempre più difficile trovare qualcosa che non viri sul fantasy). Mi piacciono i romanzi storici. Mi piacciono i saggi. Mi piacciono i Thriller, e i gialli... Ogni tanto mi compro persino un Topolino, o una Graphic Novel più adulta. Non amo molto gli scrittori italiani, ce ne sono davvero pochi che seguo con interesse. Preferisco spaziare in altre culture. Ok, gli americani non mancano, ma ho anche testi provenienti da autori africani, alcuni dell'est Europa, altri ancora asiatici. Mi piace saggiare culture differenti dalla mia, a scapito, qualche volta, dalla mia stessa cultura. Del resto il tempo è poco. E ogni volta che comincio un romanzo italiano, ne riconosco subito gli schemi, la struttura, e intuisco quasi sempre il percorso... Alla fine non ne esco mai "cresciuto". Sarà un mio limite, un mio difetto, ma è così.

Giusto a questo paragrafo, immagino, vi chiederete dove voglio andare a parare... In realtà non c'è un capo, e non c'è una coda. Come la vita, questo è solo un breve intermezzo, un pensiero.

Tanto tempo fa un mio collega lesse un mio racconto lungo. Era uno dei miei esperimenti, il racconto iniziava a storia già avviata, e non aveva una conclusione "definitiva". Era un episodio, per certi versi.
Lui mi chiese: Qual è la morale di questa storia? Qual è il messaggio che vuoi dare?
Io gli risposi: Qual è la morale di ciò che hai fatto ieri, dal mattino alla sera? Se dovessi raccontare la tua giornata, quale messaggio ne otterresti?

Ecco, io sono così. Ne capo, ne coda. Il messaggio, forse, arriverà quando me ne andrò in silenzio.

Commenti

Post più popolari