Giornata mondiale della montagna

Io, al passo Pordoi, anno 1976

 Oggi è la giornata mondiale della montagna. Io, be', tra mare e montagna ho sempre preferito la montagna. O meglio... Mi piace il mare d'inverno, e la montagna d'estate. Come già avrete immaginato, ciò che amo della montagna è la sua tranquillità, la natura, la semplicità... Non vado in montagna per fare sport, per toccare una cima, per "andare da qui a lì", o per collezionare passi, rifugi, o percorsi particolarmente ostinati. A me basta entrare in un bosco, fermarmi, chiudere gli occhi, e ascoltare i suoni della natura. E prima di avere Sansone in famiglia, be', mi era capitato anche qualche contatto con la fauna, senza mai aver avuto problemi. Rispetto reciproco, pace, nessuna minaccia, nessuna aggressività... 

Ma oggi non è più così. Anche i popoli che abitano le montagne non sono più "così". Del resto li posso comprendere. Anche loro devono pagare le bollette, mandare i figli a scuola, pagare i servizi, e la montagna ha bisogno di servizi efficienti, non si può certo lesinare su queste cose. Ma la massificazione del turismo, la creazione di impianti di risalita, piste da sci, adventure park, piste ciclabili, la trasformazione dei rifugi in ristoranti gourmet, e di conseguenza le politiche per eliminare le minacce verso turisti che scambiano in boschi come centri sportivi, ma anche la creazione di parcheggi, la creazione di pedaggi là dove prima c'era un semplice sentiero, le folle attorno ai laghi, che sono ormai usati come piscine.

Ecco... Tutto questo non mi piace. 

Soprattutto ora che il clima sta mutando, che i ghiacciai ci stanno lasciando, sarebbe bene avere cura delle ultime aree naturali incontaminate di cui disponiamo... Ma chi sono io per giudicare?

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