D come...

 Avere un po' di tempo libero è... Semplicemente bello. Oggi, ad esempio, mi sento ispirato, ed è il secondo post che scrivo qui sul blog. E' una giornata tranquilla. Stamattina ho comprato un po' di pane, sono andato al bar per fare colazione e due chiacchiere con il proprietario e la barista (entrambi miei amici), poi sono andato a ritirare una raccomandata, poi ancora passeggiata con Sansone, e infine il post sugli insetti giganti di questa mattina. Pranzo e... Tra un po' andrò a tagliarmi i capelli, ma prima eccomi qui di nuovo a scrivere.

Rileggendo quanto scritto sopra, mi è tornata in mente la mia maestra di lettere delle elementari. Quante volte me l'ha detto che non voleva la lista della spesa? Eppure eccomi qui, quarant'anni e passa più tardi, che butto giù su un blog una bella lista della spesa. Spero che la Cristina, così si chiamava, mi perdoni... So scrivere meglio di così, ma a volte, credo pure che la lista della spesa abbia un suo perché!

Ma, come al solito, sto divagando. Torniamo al progetto "Alfabeto", vi va? Oggi c'è la D, e le parole scelte da Gemini e chatGPT sono interessanti. E' per questo che ho deciso di scrivere questo post.

chatGPT

D — Destino: Idea di un corso degli eventi già tracciato o inevitabile. Ricorrente nella letteratura e nel pensiero filosofico.

Gemini

D — Desiderio: Deriva dal latino de-sidera, letteralmente "mancanza di stelle". Indica una tensione emotiva e una ricerca appassionata verso qualcosa che ancora non si possiede, spingendo l'essere umano a guardare oltre il proprio orizzonte immediato.

Destino, e Desiderio. Esistono parole più affascinanti? Tutti quanti crediamo che la nostra esistenza sia guidata da un destino predefinito, giusto? Ah... Ah... Ah... Immagino che alcuni di voi pensi di essere padrone di sé stesso e di essere artefice del proprio destino. Però il solo fatto che ci si definisca "artefici" del proprio destino sottointende che crediamo che un destino esista. Per cui, dai, crediamo tutti quanti al destino. Difficile pensare che siamo qui per caso, e che il mondo possa andare avanti senza di noi, senza il nostro piccolo contributo. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere... Paura, eh?

Partiamo dall'inizio. La nostra vita inizia con un tiro di dadi. Siamo nati in Italia. Per cui sul tabellone di gioco, sul Risiko della nostra vita, il nostro segnaposto è stato messo sul bel paese. Ma cosa sarebbe accaduto se fossimo nati in Congo? O se fossimo nati palestinesi nella Striscia di Gaza? Saremmo comunque uguali al noi stessi che conosciamo? Ne dubito. 

Territorio diverso, istruzione differente, contesto stociale agli antipodi rispetto a quello in cui siamo nati noi. Come saresti se non avessi avuto un'istruzione come quella italiana? Se fossi cresciuto studiando il Corano, in un territorio devastato dalla guerra, con un concetto radicato di diversità tra uomo e donna? Ma anche solo nascere negli Stati Uniti, in un territorio estremo, come l'Alaska, o in Texas, o addirittura in Sud America? E saresti la stessa persona se fossi nato a San Pietroburgo?

Per cui il primo tiro di dati ha disegnato il contesto in cui siamo nati, e cresciuti. Poi ci sono i genitori. Sì, perché nascere in una famiglia piena d'amore e senza grossi problemi economici è una cosa, mentre nascere in una famiglia di tossici, o di dipendenti dall'alcool, è un'altra cosa. E se semplicemente non avessi avuto l'opportunità di studiare, avessi dovuto andare a lavorare già al termine delle secondarie? Con il semplice diplomino delle Medie? Saresti comunque identico a come ti senti oggi?

Non potendo decidere dove si nasce, e in che contesto si nasce, ecco che le redini del nostro futuro diventano più incerte nelle nostre mani. Bisogna ammettere che c'è qualcosa che ha deciso per noi, per lo meno, il punto di partenza e l'intera formazione culturale. Una volta maturi, eccoci di nuovo a credere che siamo artefici della nostra vita. Ma la nostra vità è comunque soggetta a molte cose esterne che non possiamo controllare... Un terremoto, una guerra, un incidente, una situazione che ribalta il quadro generale può sempre accadere, e tutto ciò a prescindere dai nostri progetti.

Ed ecco che la parola Destino prende sempre più forza, e credo che ormai il libero arbitrio sia stato messo all'angolo.

Libero arbitrio che, comunque, c'è, ed è importante, non fraintendetemi. Perché tra una persona che passa le giornate su tik tok seduto comodamente sul divano e una che si sbatte per realizzare i propri desideri c'è una differenza incredibile, ed è qui che Destino e Desiderio si abbracciano.

Ho già scritto molto sul destino, e nulla sul desiderio. Perché il desiderio, a mio parere, è ciò che fa davvero la differenza, e che è il famoso motore di coloro che si dichiarano artefici del proprio destino. Voler raggiungere un obiettivo, lottare per esso, credere in esso, questo è il vero artifizio che ci permette di scegliere il sentiero. 

Se il Destino è la mappa su cui ci muoviamo, il Desiderio è il sentiero che imbocchiamo per esplorare la mappa.

In conclusione, nessuno è artefice del proprio destino, ma siamo tutti quanti liberi di scegliere, in base ai nostri desideri, il percorso che ci condurrà a destinazione.

 



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