Vaccino

 Io mi vaccino. Lo faccio anche se devo pagare. Lo faccio perché ho notato una piccola differenza, superata una certa età. Se prima, quando mi ammalavo, e stavo a casa con la febbre, riuscivo comunque a fare qualcosa (anche giocare con la Play, o scrivere, o anche strimpellare la chitarra), a un certo punto tutto è cambiato. Lo stomaco che si contorce, continue corse al bagno, testa pesante, difficoltà a fare qualcosa di più che vegetare davanti a un video di youtube... E se questo video è un po' complesso (perdonatemi, ma per me youtube è un luogo dove imparare, non un social dove perdere la cognizione del tempo), anche quello è un problema.

Per cui mi vaccino. Prima solo contro l'influenza, ora pure col Covid... Che quando l'ho preso, ve l'assicuro, i 40 gradi di febbre non sono stati una festa, e comunque, da allora, ho questa tosse che va e viene quando le pare lei, che il medico mi ha detto essere un bel souvenir che terrò per sempre.

Insomma, mi vaccino. E oggi ho fatto il Covid. Mi son preso la giornata a casa, nonostante i casini sulle Ferie di cui vi ho accennato. L'ho fatto perché non è una roba leggera. Ora sono qui che scrivo, ma vi giuro che la testa è un trip affascinante. La sento pesante, come una palla matta, e un attimo prima il peso è a destra, poi dietro, poi magari davanti, sinistra... Insomma, anche camminare in linea retta è uno sport estremo. Sensazioni già provate, ogni anno, e finché va così non ci sono problemi.

Del resto lavoro in un open space. Siamo in tanti, e ognuno al proprio concetto di "essere malato". Insomma, è un attimo che ti porti a casa un omaggio dalla ciurma, e preferisco i sintomi del vaccino, che i sintomi della malattia.

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