Lorenzo

 Sto leggendo un vecchio libro di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. Sono una serie di appunti, poesie, pensieri, esperienze, fatte ai tempi (più o meno) di Una Tribù che Balla.

La sua voce, il suo modo di fare musica, la sua immagine, ha accompagnato tutta la mia gioventù, anche se non lo ascoltavo veramente. In casa mia trovavi pochi dischi, alcuni "di famiglia", con autori italiani quali Tozzi e Celentano, e alcuni più nelle mie corde, i Queen, gli Spandau Ballet, David Bowie, Clara & the Black Cars, Vasco, il Liga, Valentina Gautier... Niente Jovanotti.

Eppure la sua musica era nell'etere. Gli amici con lo stereo da spalla lo mettevano quando ci radunavamo in giardino. In discoteca capitava qualche suo brano. E avevo un amico con la chitarra che ogni tanto cantava qualche sua canzone con la stessa intonazione de 'La canzone del Sole'. 

Tempi ingenui, spensierati. Ci bastava davvero poco.

Mentre scrivo mi torna in mente una notte di San Lorenzo in Grecia, a Zante, sulla spiaggia, con gli amici, per contare le stelle cadenti. Eravamo noi, il cielo, il mare, la sabbia, una bottiglia di vodka liscia (calda) e una bottiglia di succo di frutta alla pera... Il più folle di noi voleva "fare" la vodka alla pera mescolandoli assieme. Credo che nessuno abbia toccato quell'intruglio. Ma quanto ci siamo divertiti? C'era anche un appassionato di Reiki... Mi diceva sempre che io non sentivo l'energia perché non ci credevo, ed era una cosa triste.

Chissà! Chissà perché parlare di Jovanotti mi ha ricordato quella notte sulla spiaggia.

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