La Maschera

 A volte mi domando se riuscirò a superare questo momento di fatalismo e accettazione in cui mi sono immerso. La sensazione è quella delle sabbie mobili, più ti agiti e più rimani bloccato. Per quanto sia opinione comune che le sabbie mobili ti succhino verso l'oblio, in realtà ti bloccano soltanto in una posizione scomoda di equilibrio idrostatico. Di solito ti ritrovi con la testa di fuori, e il resto sommerso. E sì... E' comunque una situazione fatale, ma non così fulminea come fanno vedere nei film. E nei film chissà cosa c'è sotto a queste sabbie mobili... Si va giù in un baratro infinito... Ma in realtà è una palude, per cui è probabile che il fondo non sia poi così distante dalla riva. Un metro? Due metri? Probabilmente la verità sta nel mezzo.

A ogni modo questa è una sensazione fuorviante, il voler cambiare e il rimanere impantanato nello stesso punto. Ti agiti, scalci, muovi braccia e gambe, e ti senti ancora più appesantito e impotente.

E da fuori nessuno si accorge di nulla... Perché tutti quanti indossiamo una maschera, no? Accadeva già prima dei social... Ma oggi tutti quanti sentiamo la necessità di apparire più che di essere.

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