Chi fa da sé, fa per sé

 Difficile che chieda consiglio. E' raro che altre persone abbiano a cuore il problema che gli poni. 

Spesso si sentono persino a disagio quando gli viene riposta la richiesta di un parere. A volte rispondono con la prima cosa che gli viene in mente. A volte pretendono di 'comandare' e di costringerti a fare come dicono loro. C'è persino chi dice che ci penserà lui... Salvo poi procrastinare a vita, o fare danni peggiori rispetto al problema per il quale gli hai chiesto consiglio. Oppure... All'inizio ci si mette d'impegno, poi alla prima difficoltà ti molla perché, in fondo, non è veramente un problema suo.

Ci sono anche le bandiere al vento. Un giorno pensano A, quello successivo Z. Un giorno sono disponibili, quello successivo si fanno di nebbia.

Del resto sono restio a comportarmi allo stesso modo di quelli che critico. 

Nel caso mi viene chiesto aiuto, posso anche farci qualche riflessione sopra. Nella mia natura ci sarebbe l'immersione completa nel problema dell'amico. Ma a problema risolto so che l'amico sparirà velocemente così come era comparso, e non si farà più vivo, neppure per un grazie o una pacca sulla spalla.

Mi ricollego a un discorso già toccato in questo blog. Quelli che appena ti vedono decidono di accollarti un 'compito' perché "tu sei bravo, che ci vuole?".

Per quanto però uno sia preparato, abituato, c'è sempre un momento in cui si hanno le difese basse, e la delusione viene da chi meno te l'aspetti... E nel mio caso è davvero una sorpresa, perché cinico come sono diventato, non è che mi apra proprio con tutti quanti.

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